Sicurezza dei ponti, fondi per i controlli.

La Città Metropolitana spende 300mila euro in sensori e scanner mobili per scoprire falle e vibrazioni.

Nonostante la concessione scaduta per A5 e tangenziale Ativa investe 100 milioni nella manutenzione.

Sensori per misurare la stabilità dei ponti (e delle scuole) e scanner che fanno una radiografia approfondita dell’asfalto e del fondo stradale. Così si controlla la stabilità dei viadotti, si migliora la sicurezza delle arterie torinesi e si evita il rischio di psicosi. Sono già due i ponti messi sotto controllo: quello sullo Stura del raccordo Torino-Caselle, dove sono stati sistemati i dispositivi della Sysdev, una start up del Politecnico di Torino. L’altro cavalcavia è il Marchetti a Pavone Canavese verso Aosta, gestito dalla Ativa, sempre in collaborazione con l’ateneo di corso Duca degli Abruzzi. La Città Metropolitana ha deciso di investire sui sensori 300mila euro. Dispositivi che analizzano le vibrazioni e lanciano l’allarme quando i dati si discostano dagli standard corretti.

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